LA STAMPA: SKYDWELLER AERO, VELIVOLO A CELLE SOLARI

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Skydweller Aero, di cui Leonardo e’ investitore strategico e principale partner industriale

Marco Vicenzino spiega come consulente strategie globale per il CEO di Skydweller che:

«Skyweller rivoluziona l’aviazione e si trasforma in diverse tipologie di utilizzo, per la difesa nazionale e le telecomunicazioni…E’ una piattaforma di volo permanente a energia solare…fornisce monitoraggio e sorveglianza continui delle frontiere nazionali…aiuta nazioni come l’Italia ad affrontare… minacce e rischi, compreso il traffico di essere umani». «Sul fronte telecomunicazioni – aiutiamo a colmare il divario sul digitale. SkyDweller funge da torre telefonica volante per portare online le regioni rurali e cittadini che hanno problemi di connettività».

LA STAMPA

14 Settembre 2022

La sua struttura, la forma e l’aerodinamica ricordano, neanche troppo vagamente, il velivolo-madre che la Virgin Galactic di Richard Branson ha sviluppato per portare in quota atmosferica i propri spazioplani. Ma il Solar Impulse 2, versione aggiornata e potenziata del precedente, proprio per questo si propone come un velivolo rivoluzionario che anche se non andrà nello spazio, è destinato in volo atmosferico a battere molti record, soprattutto nell’ambito dell’eco-sostenibilità. 

Lo sviluppa l’azienda ispano-statunitense Skydeweller (tradotto: abitante del cielo) ed è il prototipo di un futuro aereo ad energia solare in grado di volare per 24 ore senza scalo. La tecnologia è stata validata nel 2018 da due piloti svizzeri che hanno fatto volare il velivolo attorno al mondo con propulsione esclusivamente di tipo elettrico con pannelli solari. E oggi le innovazioni tecnologiche hanno trasformato questo aereo in una sorta di drone che può volare ininterrottamente. E quindi, con svariate applicazioni. D’altra parte, un primo record era stato già battuto, con il suo volo di 117 ore senza scalo per un totale di 5 giorni dal Giappone alle isole Hawaii, tutto alimentato a propulsione elettrica. 

Poi quando pareva destinato a finire in qualche museo, magari al fianco di altri velivoli, come quello che Burt Rutan realizzò per il primo viaggio attorno al mondo pilotato senza scalo del 1986, ecco che il programma è stato ripreso per riprendere i suoi voli in vista di un futuro del volo sempre più sostenibile. Ed è un progetto che vede anche l’industria italiana coinvolta, grazie a Leonardo, azienda italiana che opera nel mondo dell’aerospazio, difesa e sicurezza, e alla sua ormai affermata esperienza nel campo dei velivoli senza pilota: «Ci siamo interessati subito a questa realtà di Skydeweller, perché abbiamo riconosciuto che nel loro team c’erano le tecnologie, l’esperienza e la capacità per portare avanti con successo il progetto. E vi è la possibilità di far crescere un investimento pregresso di anni in ricerca e sviluppo di Solar Impulse 2, con migliaia di ore già acquisite per passare a un importante step successivo», sottolinea Laurent Sissmann, Senior Vice President settore Unmanned Systems di Leonardo.

«Skyweller rivoluziona l’aviazione – spiega Marco Vicenzino, consulente strategie globali per il CEO di Skyweller – e si trasforma in diverse tipologie di utilizzo, per la difesa nazionale e le telecomunicazioni. Per la difesa la piattaforma di volo permanente a energia solare è economicamente vantaggiosa e fornisce monitoraggio e sorveglianza continui delle frontiere nazionali. In particolare, aiuta nazioni come l’Italia con ampie frontiere marittime ad affrontare in modo più efficace minacce e rischi, compreso il traffico di essere umani». «Sul fronte telecomunicazioni – aggiunge – aiutiamo a colmare il divario sul digitale. Il nostro velivolo funge da torre telefonica volante per portare online le regioni rurali e cittadini che hanno problemi di connettività».

Il velivolo pesa 2 tonnellate e mezzo, con un’apertura alare di 72 metri, di poco inferiore di quella di un Airbus A-380, che è l’aereo passeggeri più grande del mondo. Può inoltre volare con una velocità di crociera tra i 46 e 93 chilometri orari, e superare l’altitudine massima di 14.000 metri. Il velivolo è progettato per far sì che durante il giorno possa ricaricare le batterie, avendo 270 metri quadri di pannelli solari su una superficie orizzontale di 290 metri quadri. Di giorno, i pannelli producono abbastanza energia da caricare le batterie capaci di alimentare i 4 motori elettrici. Ciascuno di essi è, in pratica, l’equivalente di una vespa.

Arrivato al tramonto, il Solar Impulse 2 utilizza le batterie, e di notte, oltre a sfruttare l’energia potenziale, scarica le batterie fino ad arrivare a un’altitudine operativa più bassa per poi ricominciare il giro al sorgere del sole. Il velivolo si presta per applicazioni future, comprese quelle di inserire un autopilota per rendere sempre più autonomo l’aereo solare. I primi contratti sono già in arrivo, è la prima a crederci è la Marina militare statunitense (Us Navy), che è già interessata a finanziare il progetto e ad esserne un utilizzatore.